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Diventare freelance: anche no!

Nell’ora di pranzo, mentre ingoio qualcosa di corsa (vedi #imieipranzicosì), giro sui social network. Fa parte del mio lavoro, mi tengo aggiornata. E poi mi piace tenermi aggiornata sulle vite delle persone che conosco, è un modo, purtroppo passivo, di partecipare alle vite degli amici – ripromettendosi sempre di vedersi di più.
Oggi ho letto questo “è arrivato il momento di fare il grande salto” che parla della favolosa occasione di diventare freelance (e blogger!)
Sono freelance da tre anni. E quest’anno ho aperto una società.
E mi sento di dire che in questo momento diventare freelance (soprattutto mollando un lavoro “fisso”) non è proprio il massimo della vita.

Perché siamo stati educati così dai nostri genitori: a non sperperare il lavoro. E siamo disposti a sopportare tutto pur di non perdere uno straccio di impiego che, in ordine sparso:
Non valorizza.

Non dà possibilità di crescita.
Non paga a sufficienza

Siamo stati educati a non sperperare il lavoro

Vero. Ed era anche un periodo in cui il lavoro c’era.
Oggi neanche c’è, forse non è poi così sbagliato dargli un valore.

Hai un lavoro che non ti da’ possibilità di crescita?

Ti sei chiesto perché? Magari non ti aggiorni abbastanza, quindi studia – come spiega Domitilla qui. O sii propositivo: ci si aspetta sempre, da dipendente, che sia l’azienda a doversi inventare ruoli nuovi per te, appunto per “farti crescere”. Forse è ora di fare un passo avanti e proporre tu qualcosa di nuovo.

Non paga a sufficienza

Intanto paga! Una cosa non da poco. Passa 24 mesi della tua vita a dover rincorrere il 50% dei tuoi clienti che decidono di pagare in ritardo sui consueti 90 giorni, o pagano solo quando a loro volta sono pagati, o non pagano proprio.

La vita da freelance

Certo, i problemi del freelance sono superabili. Con tanto entusiasmo, tanta voglia, il bello di realizzare te stesso in un contesto tutto tuo. Con la libertà di poter lavorare dove vuoi (dove vuoi, non quando vuoi, perché i freelance lavorano sempre. Se non lavorano non guadagnano)

Qualche altra banalità sulla vita da freelance: dovrai sempre sempre cercare lavoro. Sempre. E difficilmente potrai dire di no ad una proposta, perché sai che ci saranno periodi neri senza lavoro e non ci dormirai la notte. Non dormirai la notte anche in altri periodi, tipo giugno e luglio, quando aspetti la mail del commercialista che ti manderà la CIFRA di solito abnorme di tasse da pagare. Le vacanze ciao. Il “per oggi chiudo il pc e non mi vede più nessuno” ciao. Per non parlare di malattia pagata, maternità etc. Ciaone.
Ma l’ho detto tutto si può superare. In realtà l’unica vera domanda che ti devi fare se vuoi fare questo meraviglioso salto nel vuoto è

ho un’idea originale?
faccio il mio lavoro in una maniera originale e unica?*

Allora vai, ti aspetta subito tanta fatica ma anche tante soddisfazioni (più avanti)

* no io zero originalità. Mi sono fatta un culo quadro quando valeva ancora la pena farselo. Ma tu vuoi diventare freelance ora, non ieri!

 

 

Altre cavolate che ho scritto 😉

>> Freelance in vacanza: le frasi da non dire

>> Lavorare da casa, vantaggi

>> Lavorare da casa, svantaggi

2 comments on “Diventare freelance: anche no!

  1. Accidenti, leggo questo post in un periodo in cui mi trovo a riflettere proprio su quello che scrivi.

    A volte la necessità di lasciare un lavoro fisso sembra diventare l’unica strada possibile, e il timore di trovarsi nuovamente ad affrontare quelle stesse difficoltà che ti hanno fatto dire “non può più essere il posto per me” ti portano a pensare che forse ci può essere un’altra strada. Se il mio progetto funziona, si vedrà…

    Intanto, in bocca al lupo, ad entrambe!

    • Sabina Montevergine

      Ho drammatizzato un po’ 🙂 Ti faccio i miei migliori auguri!

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