L’orto in casa

Poche settimane fa si è parlato, pochissimo, di una mega truffa tutta italiana sui prodotti biologici: dal 2007 sono state vendute 7000 tonnellate di prodotti etichettati bio che in realtà erano normalissimi prodotti italiani e stranieri.
Io nel tempo ho anche dimenticato la definizione di biologico, so solo che l’esigenza di mangiare sano diventa forte e non sappiamo bene cosa fare, scegliere bio ci ha messo a posto la coscienza per un po’, ma forse non basta.
Il fatto è che mangiare bene non è solo leggere bene un’etichetta, è sedersi a tavola, è preferire il fresco al surgelato, conoscere la frutta e la verdura di stagione, perché mai mangiare le fragole in pieno inverno?, e i prodotti tipici? mangiare sano è anche viaggiare e assaggiare…

Consigliano di accorciare la filiera tra consumatore e produttore.
Non è facilissimo, chi ha tempo di andare per cascine a scegliere le mele?

Io ho deciso di affidarmi a qualcun altro, che raccoglie per me, e che mi porta tutto a casa: Via Dei Campi

Ieri prima consegna. E ora non resta che cucinare.

3 comments on “L’orto in casa

  1. Molto carino il tuo blog e da oggi hai anche una nuova follower!
    Se ti va,il mio piccolo mondo ha sempre le porte aperte!Lo trovi
    –>QUI<–
    E approfitto per augurarti Buone Feste!

  2. il post che hai scritto fa molto riflettere perchè non basta un’etichetta per certificare che un prodotto è biologico.
    La soluzione migliore è coltivare da sè frutta e verdura basta un terrazzo se non si ha terreno E’ economico anti-stress e sai ciò che mangi.
    Butta l’occhio sul mio blog dove spiego ciò
    Riccarda
    http://www.ortopertutti.com

  3. per me vale più di tutto il sapore, per cui mi ricordo che la migliore verdura la compravo a Roma direttamente dal contadino che la coltivava e che poi arrivava in città con il suo camion per venderla, e noi ci andavamo in treno, beh, non avevamo altro mezzo di trasporto…ora un pò la coltivo, un pò la compro al mercato, purtroppo non posso controllare sempre la produzione ma non me ne cruccio troppo, devo dire. Un giorno mi piacerebbe fare la contadina.

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