Lei veniva

Lei veniva da dove si liquefa
i l s o l e
a s e r a.
Col suo accento brunito,
stretto fra denti schiusi
a rossi sorrisi, modulava
sinuosa una cantilena.
Aveva gli occhi di chi sa darsi e cristallini
per guardare lontano, più lontano ancora;
di lui ritrovò quegli sguardi immersi non
s o d o v e.
L i a v e v a
persi nell’orizzonte, che a ponente
resiste all’indagine di chi lo indaga
e nel disavanzo ricurvo che dà all’alba
riflette l’ immagine di chi immagina.
Accorciarono le ore di cielo
frapposte ai loro giri di pensiero,
la domenica, dopo sabati ineguali.
S’ incontrarono al binario sette
in base due che sta nell’ uno,
dove passano tanti treni tutti
diversi, in anticipo o in corsa
e forse nessuno arriva
al capolinea del per sempre,
troppo facile a dirsi, ché scivola e va.
Parole al tatto, baci sospesi e voglie in bocca,
saltarono sulla prima estate interregionale,
che senza fischiare fumose ragioni
corre e si ferma in tutte le stazioni
di quell’amore eterno che dura
fin quando lo si fa durare

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