Free [to say yes]

Il 2014 è stato un anno di rinunce. Ero a regime minimo. Ma no, non parlo di soldi, anche se. Tutto si collega. Ero a regime minimo di energie. Ero incinta, ho partorito, ho ficcato tutte le mie cose nelle scatole, ho traslocato, ho lavorato, ma con tanta stanchezza, ho fatto tanti progetti che non ho visto realizzarsi, ho aspettato per mesi pagamenti che non arrivavano e ho dovuto dire tanti no, ma di quelli che non sei proprio contento di dire: no ai concerti  per esempio. No ai viaggi. No a quel libro da leggere prima di andare a letto. No alla mia lingua. Alle mie voci. No al salame. No al fermarmi (e quanto avrei voluto).
Il 2015 è diventato l’anno del Sì.
E’ bellissimo avere le forze, la voglia, di dire di sì. Dire di sì a se stessi.
Ho detto sì all’ufficio nuovo. Ho detto sì a tanti, nuovi, lavori. Ho detto sì a chilogrammi di gelato. Ho detto sì ai pranzi con le amiche. Ho detto sì alla chitarra. Al mio blog. A chi mi chiede “Mi insegni?”. Agli abbonamenti alle riviste, quelle di carta, sì. Ho detto sì alla musica hard rock a tutto volume. Ho detto sì alle mie parole. A un vestito di Luijo. A New York. Ad altri viaggi. Alla mia ambizione. Ai miei figli, quanti sì ho detto ai miei figli! Ho detto sì e abbiamo dato un data al matrimonio.

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