Le tradizioni

Quando ero piccola non mi piaceva, me ne lamentavo, ma nella mia famiglia c’era una certa consuetudine in cucina, c’erano un po’ dei tormentoni. Io mi stufavo e sognavo di mangiare piatti nuovi e quando mia nonna (milanese da parte di mamma), negata in cucina, comprava in rosticceria qualcosa di già pronto mi sembrava una festa.
Poi stavo sempre male, soprattutto con una faraona ripiena che acquistava ogni volta.

Naturalmente ora a pensarci provo una certa nostalgia per quei piatti sempre identici che si ripresentavano nel corso dell’anno, soprattutto in corrispondenza di alcune feste, mi ricordo della focaccia con i pomodorini della domenica sera, la torta alla ricotta per il mio compleanno, la pasta e ceci il giorno dei morti, mia mamma che provava ogni inverno a fare i maritozzi alla romana (una versione inesistente con canditi e uvetta!), la pizza dolce a sette sfoglie delle vigilia di natale, e poi quei piatti che si facevano sempre sempre sempre (li avrete anche voi…) il sugo con le polpette, il risotto alla parmiggiana, la pasta e gorgonzola… Delle certezze…

Per la vita che conduco ora, avere una routine di piatti in cucina è difficile. Sono un po’ figlia della disorganizzazione e dell’improvvisazione, apro il frigo e vedo che c’è, difficilmente ceno alla stessa ora tutti i giorni, i pranzi della domenica sono sempre più rari. E le feste? Speriamo di farle e poi si vedrà…
L’unico giorno della settimana in cui riusciamo a stare un po’ tranquilli è il venerdì, o meglio il venerdì sera.
Io e il mio bambino siamo sempre a casa da soli.
Io cerco di tornare presto per cenare in un orario decente.
E ogni volta, dopo cena, cuciniamo qualcosa insieme, qualcosa che tendenzialmente sarà pronto per il giorno dopo: una torta, i biscotti, il sugo… Oggi abbiamo fatto la focaccia.

Alle nove era appena uscita dal forno. Ne abbiamo rubata un pezzetto calda da mangiare sul divano mentre in tv guardavamo un cult: Il ritorno di Mewto (film dei Pokemon)

Ognuno ha le proprie tradizioni no?

Ricetta 
500gr di farina
25gr di lievito
olio evo qb
150gr di acqua caldasale quanto basta

  1. setacciare la farina, sbriciolare in mezzo il lievito. 
  2. versale l’olio e impastare velocemente per avere un composto a briciole.
  3. sciogliere il sale nell’acqua calda (una presa circa dovrebbe bastare)
  4. versare l’acqua nella farina, qb per avere un impasto elastico ma morbido
  5. lasciare riposare coperta da uno strofinaccio umido per 1h30 [prima lievitatura]
  6. versare un po’ d’olio nella teglia, stendere la pasta e lasciarla riposare per 30min [seconda lievitatura]
  7. sgonfiare la pasta facendo dei buchi con le dita, versargli sopra dell’olio, sale grosso e lasciarla riposare ancora un’altra mezz’ora [terza lievitatura]
  8. nel mentre scaldare il forno a 180° e infornare per circa 30 minuti.

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